100 KM 4 GIORNI

Il Percorso

Da Cagliari a Nora e ritorno: 100 chilometri a piedi in 4 giorni — un patto cittadino d'onore sigillato quasi 400 anni fa.

CAGLIARI ➜ GIORGINO ➜ SARROCH ➜ PULA ➜ NORA ➜ CAGLIARI

Partenza / Arrivo
Tappa Intermedia
Destinazione Finale
Scroll per zoom — Click sui marker per i dettagli 100 km · 4 Giorni · 370 Anni

◉ 1° MAGGIO · SERA · TRA VILLA D'ORRI E SARROCH

L'Unica Villa Reale e la Raffineria

◉ VILLA D'ORRI · LA VILLA REALE

La Dimora dei Savoia in Esilio

L'origine della tenuta è del 1780: Vittorio Amedeo III concede a Giacomo Manca di trasformare un'area paludosa in salina, base di una vasta azienda agricola. Nel 1804 arriva il titolo di Marchesi di Villahermosa; il ramo cadetto sarà Marchese di Nissa.

Stefano Manca, figlio di Giacomo, è il personaggio chiave del Settecento. Fondatore della Reale Società Economica Agraria di Cagliari, antesignana della Camera di Commercio, e segretario di Carlo Felice, dal 1799 cede in prestito la propria villa ai Savoia in fuga da Torino, trasferendosi in Castello, in via Speranza (oggi via Duomo). Nella tenuta restano ancora beni appartenuti a Maria Cristina di Borbone, moglie di Carlo Felice.

Nell'Ottocento Vincenzo Manca, cultore d'arte, restaura arredi e decorazioni e fa rifiorire villa, parco e azienda agricola. Durante la Seconda guerra mondiale l'esplosione di una polveriera tedesca causa gravi danni: il restauro postbellico è condotto con criterio filologico, e diverse parti dell'edificio attuale appartengono a quel cantiere. È, ancora oggi, l'unica villa reale esistente in Sardegna.

◉ STATALE 195 · IL SALUTO DELLA RAFFINERIA

Il Passaggio Davanti alla SARAS

Tra Villa d'Orri e Sarroch la processione costeggia la SARAS, raffineria che dal 2024 fa parte del gruppo internazionale Vitol. Lo stabilimento dà lavoro a 1.530 dipendenti, con oltre l'85% di personale sardo: un radicamento territoriale che spiega la presenza della raffineria nel rito civile della Festa.

Al passaggio del Santo le sirene dello stabilimento salutano la processione, accompagnate dai giochi d'acqua realizzati con gli idranti del sito antincendio. A manovrarli è un gruppo di atleti della raffineria specializzati in pronto intervento: un piccolo cerimoniale industriale che vale come benvenuto laico, in dialogo con quello religioso.

Le antiche carte ricordano che la tenuta dei Manca arrivava in origine «da Orri sino a San Rocco»: parte di quei terreni fu poi ceduta proprio alla raffineria, sigillando una continuità geografica che oggi nessuno legge più nel paesaggio.

◉ 2 MAGGIO · DA SARROCH A NORA

Le Due Tappe della Seconda Giornata

◉ VILLA SAN PIETRO · MATTINA

La Chiesa di San Pietro e Paolo

Il simulacro entra a Villa San Pietro tra le 8:30 e le 9 del 2 maggio. La sosta è alla Chiesa di San Pietro e Paolo: qui avviene il cambio degli abiti del santo, preparato a sua volta da una piccola sequenza domestica. Gli abiti nuovi vengono stirati prima di essere indossati.

La saramadura 2026 si è aperta solo all'interno del paese, dopo un primo tratto in silenzio: molti abitanti hanno scelto di rinunciare al lancio dei petali in segno di lutto per Elena Sidi, consorella di Stampace scomparsa il giorno prima.

All'uscita di Villa San Pietro il corteo si ricompone con un'immagine inedita: in testa, fianco a fianco, l'Alter Nos e i tre sindaci dei comuni attraversati (Sarroch, Capoterra, Villa San Pietro) che camminano insieme fino a Pula.

◉ PULA · MEZZOGIORNO E POMERIGGIO

«Beni Beniu a Domu Tua»

All'arrivo del corteo al Rondò di Pula, punto d'incontro istituzionale, la Banda Musicale «Città di Pula» apre il corteo locale verso la chiesa con lo striscione «Beni Beniu». Pula si definisce in diretta «il secondo primo maggio»: per due giorni il santo è puleese.

Il parroco Don Marcello Loi, anche referente diocesano per i Cammini di Cagliari, pronuncia in sardo la formula entrata nel rito: «Beni beniu a domu tua», benvenuto a casa tua. La saramadura puleese non è solo petali di rosa: Cinzia Congia la intreccia con erbe aromatiche.

Il Comitato Sant'Efisio di Pula, presieduto da Mario Argiola da 19 anni, organizza i tre giorni di eventi che accolgono il santo. Quote del sindaco di Pula Walter Cabasino: «Sant'Efisio a Pula rimane tutto l'anno».

L'interno della chiesa proto-romanica di Sant'Efisio a Nora — fine XI secolo

◉ PULA ◉ XI SECOLO ◉ DESTINAZIONE

Il Santuario di Nora

Il punto d'arrivo del pellegrinaggio. La chiesa attuale è proto-romanica di fine XI secolo, costruita dai monaci Vittorini di Marsiglia su un martyrium paleocristiano precedente, oggi visibile come ambiente semi-ipogeo sotto la navata Sud.

Il giudice di Cagliari Costantino-Salusio II donò il sito ai Vittorini insieme ai santuari di Saturnino (Cagliari) e Antioco — gesto che inserisce Nora nel circuito monastico mediterraneo.

Storia completa del santuario →
ORA — PER — ORA
1° Maggio: Partenza Estrema
10:00 Avvio delle Tracas (carri ornati di fiori trainati da buoi) e dei figuranti in costume tradizionale.
12:00 Uscita solenne del Cocchio di Sant'Efisio da Stampace. Omaggio al Palazzo Civico: campane, sirene delle navi, folla in delirio.
Pomerig. Passaggio ai laghi fangosi. Sosta a Giorgino e Su Loi (Capoterra). Tappa serale a Villa d'Orri.
Notte Il Santo pernotta a Sarroch. I fedeli accampati lungo il percorso. I buoi riposano aggiogati.
2° Maggio: Il Trasbordo verso Nora
07:00 Santa Messa a Sarroch. Ripresa del pellegrinaggio. Passaggio a Villa San Pietro.
14:30 Arrivo a Pula, chiesa di San Giovanni Battista. Sosta e benedizione.
~19:00 Arrivo alla Chiesetta romanica di Nora — il luogo del martirio. Santa Messa sulle rive del mare.
3° Maggio: Celebrazione Marina
08:00 Prima Santa Messa del mattino.
11:00 Solenne Pontificale dell'Arcivescovo sul luogo stesso del martirio, accanto agli scavi fenici e romani di Nora. È qui che il voto si scioglie come atto liturgico: la promessa del 1652 era «andremo ogni anno a Nora», e si compie nel posto in cui Efisio fu decapitato (vedi la distinzione).
18:00 Processione solenne del Santo tra i bastioni degli Scavi Archeologici di Nora. Canti dei Goccius, launeddas sul mare.
4° Maggio: Il Rientro di Notte
Mattina Ripresa del viaggio: Nora → Pula → Villa San Pietro → Sarroch → Villa d'Orri → Su Loi → Giorgino (cambio cocchio e abiti del Santo).
23:30 L'ora fatidica! Il simulacro rientra a Stampace nella notte profonda. Benedizione eucaristica solenne.
Fine Certificazione Pubblica del Voto Sciolto — e urlo collettivo: "A ATRUS ANNUS!"

I Protagonisti

I Miliziani

Cavalieri in antiche giubbe rosse: il reparto più formale e scenografico. Aprono la strada al cocchio del santo.

Le Tracas

Carri trainati da buoi con corna ornate di ghirlande. Decorati di fiori e frutta fresca: opere d'arte effimere che richiedono mesi di preparazione.

L'Alter Nos

Il consigliere del Sindaco di Cagliari — cavalca a cavallo in frac e cilindro accanto al cocchio. Simbolo del patto secolare tra la città civile e il suo protettore.

◉ GIORGINO · VILLAGGIO PESCATORI

Il Rito del Cambio d'Abito — Tappa Simbolo di Umiltà

A Giorgino, quartiere di pescatori all'uscita di Cagliari, il simulacro del Santo subisce una doppia trasformazione rituale:

  • All'andata (1° maggio pomeriggio): al Santo vengono tolti l'aureola e la palma d'oro, sostituite da versioni in argento; i preziosi gioielli votivi della vestizione vengono riposti; perfino il sontuoso cocchio barocco lascia spazio al più essenziale "cocchio di campagna", un carro robusto del Settecento integralmente restaurato dai devoti. Il Santo «si fa pellegrino» per la lunga strada verso Nora.
  • Al ritorno (4 maggio mattina): il percorso inverso. Le vesti, i gioielli, il cocchio sontuoso tornano al loro posto. Sant'Efisio è pronto a rientrare a Cagliari, accolto da una città che non ha mai smesso di sciogliere il suo voto di gratitudine.

◉ PRIMI DECENNI DELL'OTTOCENTO · UN VOTO PRIVATO DENTRO IL VOTO DELLA CITTÀ

Il Voto del Conte Michele Ciarella

Il rito di Giorgino non è solo un gesto simbolico, ma una tradizione radicata che riprende le esigenze pratiche di un tempo — proteggere gli ori e le vesti preziose del Santo durante il lungo tragitto verso la chiesetta di Nora — e si lega a una storia personale.

Nei primi decenni dell'Ottocento, il Conte Michele Ciarella, dopo aver perso in mare la moglie e i figli in un naufragio, fece voto di accogliere ogni anno Sant'Efisio a Giorgino — nella piccola corte dei Conti Ballero, custodi del rito antichissimo del cambio d'abito. La consuetudine viene formalizzata da un testamento perpetuo che vincola gli eredi: «voglio e ordino che i miei eredi e qualunque successore ne abbia la stessa cura».

◉ BENEDETTO BALLERO · IN DIRETTA DA GIORGINO, 1° MAGGIO 2026

«Antonio Ballero, di antica memoria, era presidente dell'Arciconfraternita nel 1807: è una tradizione che va avanti da circa 250 anni.»

Tre date convivono dunque in una stessa storia: 1807 (Antonio Ballero presidente dell'Arciconfraternita, inizio della tradizione di accoglienza), il lutto familiare del Conte Ciarella (testimoniato dalle cronache come precedente al testamento), e il testamento che fissa il vincolo perpetuo. La promessa di accoglienza è stata mantenuta senza interruzioni dai discendenti — oggi la famiglia Ballero, che custodisce ancora la corte e la cappellina.

Una catena di voti. Il voto del 1656 è collettivo (la città intera contro la peste); quello del Conte Ciarella è privato (un uomo che ha perso tutto). I due voti si intrecciano a Giorgino: il Santo, accolto ogni anno dalla famiglia che lo ha accolto da circa due secoli, parte come pellegrino e ritorna trionfante.

◉ GIORGINO · DETTAGLIO TOPONOMASTICO

Lo Stabilimento Carboni

A pochi passi dalla cappellina dei Ballero sorgeva lo Stabilimento Carboni, la prima spiaggia attrezzata di Cagliari. Per generazioni di cagliaritani Giorgino fu sinonimo di villeggiatura: pescatori la mattina, bagnanti il pomeriggio.

Il Conte Ciarella a Giorgino aveva anche un molo personale: da lì imbarcava i suoi vini ad alta gradazione destinati alla Francia per il taglio dei vini francesi a bassa gradazione.

◉ SU LOI · UNA PARROCCHIA UNICA

L'Unica Parrocchia di Sant'Efisio

La chiesetta di Su Loi (Capoterra) è dal 1860 circa sede della parrocchia di Sant'Efisio, l'unica della diocesi di Cagliari intitolata al santo. Parroco attuale: don Gianni Locci.

Eccezionalmente, nel 1977-78 e nell'Anno Santo 2000 (in seguito a un'alluvione e in ricordo della giovane Felicina Piano), il simulacro è entrato fino al centro di Capoterra. Da decenni invece passa solo da Su Loi.

◉ 2 MAGGIO ORE 9 · UN RITO INTIMO

L'Incontro delle Due Arciconfraternite

Poco noto al grande pubblico: il 2 maggio mattina alle 9, mentre la processione si prepara a ripartire da Sarroch verso Pula, l'Arciconfraternita del Gonfalone di Cagliari incontra l'Arciconfraternita di Sant'Efisio di Capoterra nella loro sede vicino a Su Loi. Presente l'Alter Nos.

È un rito di accoglienza fra confratelli, accompagnato dalle launeddas, in uno spazio che il pubblico raramente vede. Una piega minuta del cammino che racconta la rete di confraternite efisiane sopravvissute al di fuori di Cagliari.

◉ FONTI: BENEDETTO BALLERO IN DIRETTA DA GIORGINO · DON GIANNI LOCCI, PARROCO DI SU LOI

◉ PER CHI CAMMINA IN AUTONOMIA

Distanze indicative per tappa

Chi vuole percorrere il Cammino di Sant'Efisio in autonomia (fuori dalla data della festa, lungo la pista ciclopedonale che ricalca il tracciato) può orientarsi con queste distanze approssimative:

Giorno Tratta Km ~
Stampace → Su Loi (Capoterra) 27
Capoterra → Sarroch e oltre 27
Sarroch → Marina di Perd'e Sali 24
Villa San Pietro → Pula → Nora 8

Numeri indicativi delle tappe a piedi: variano in base a deviazioni effettive (chiese visitate, ritorno per sentieri alternativi). Il dossier UNESCO del Comune di Cagliari indica il percorso processionale complessivo in circa 100 km tra andata e ritorno.

◉ APPROFONDIMENTO ARCHITETTONICO

Le 16 chiese del percorso →

Schede storico-artistiche di tutte le chiese che scandiscono le tappe del pellegrinaggio: da Sant'Efisio di Stampace (XVIII sec., documentata 1263) al santuario martiriale di Sant'Efisio di Nora (XI sec., monaci Vittorini). Sintesi divulgativa basata sul volume R. Coroneo (a cura di), 2011.

Fonti e Bibliografia

I contenuti agiografici, iconografici e storici di questa pagina sono tratti da fonti accademiche peer-reviewed. Riferimenti essenziali:

  • A. Virdis, Sant'Efisio: il culto, la leggenda e le immagini nel Medioevo, fra la Sardegna e Pisa, in «L'agiografia sarda antica e medievale» (a cura di A. Piras, D. Artizzu), PFTS University Press, Cagliari 2016, pp. 453-476.
  • G. Fois, Passio Ephysii (BHL 2567), in «Passiones martyrum Sardiniae», Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis 279, Turnhout (in uscita).
  • P.G. Spanu, Martyria Sardiniae. I santuari dei martiri sardi, Oristano 2000.
  • R. Coroneo (a cura di), Chiese antiche e moderne lungo la via di Sant'Efisio, Edizioni AV, Cagliari 2011 — saggi di E. Pinna (devozione e itinerario) e N. Usai (schede storico-artistiche di 16 chiese del percorso).
  • N. Bazzano, Efisio Martire. Il culto di un santo nella Sardegna spagnola, in «Chronica Nova», vol. 43, Universidad de Granada 2017, pp. 85-108 — peer-reviewed; lettura della genesi barocca del culto come risposta alla peste del 1652, con comparazione fra Cagliari e Palermo (santa Rosalia).
  • H. Delehaye, Les légendes grecques des saints militaires, Paris 1909.
  • M. Dadea, La sagra di Sant'Efisio, grafica di M. Frau, Capoterra 2008 — saggio storico-antropologico illustrato sul cerimoniale processionale e sulle famiglie storiche legate al cocchio (Lecca, Bolla, Ballero).
  • ICCD, Scheda di catalogo OA n. 00071459 — Statua di Sant'Efisio di Giuseppe Antonio Lonis (1764), Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBACT (recepisce A. Virdis 2013 sui documenti di pagamento; restauro 1997 G. Malorgio).
  • S. Weppelmann, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze 2011.
  • Cod. Vat. Lat. 6453, cc. 201-208 (XII sec.), Biblioteca Apostolica Vaticana — edito in «Analecta Bollandiana» III (1884), pp. 362-377.

Fonti contemporanee e divulgative:

  • Cagliaripad (a cura di G. Dessì), Speciale 370ª Festa di Sant'Efisio, Cagliari 2026, 20 pp. — fonte primaria per le citazioni dell'Alter Nos 2026 Giovanni Porrà e dei suoi predecessori (Mura, Ena, Cilloccu) e per la storia del voto di Giorgino. Sfogliabile online.

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