◉ RAPPRESENTANTE DEL SINDACO ◉ PATTO CIVILE-RELIGIOSO
L'Alter Nos
Il volto civile che accompagna il Santo — in frac, cilindro e fascia tricolore, a cavallo accanto al cocchio.
Ogni anno, all'alba del 1° maggio, una persona scelta dal Sindaco di Cagliari viene investita del ruolo più solenne della Festa civile: rappresentare la Municipalità al fianco del Santo per tutti i quattro giorni della processione. È l'Alter Nos — letteralmente "l'Altro Noi" — figura che incarna il patto fra città e santo sancito nel 1652.
Cosa Significa "Alter Nos"
Il nome latino — Alter Nos, "l'Altro Noi" — viene dall'epoca della Corona di Spagna. Il Viceré di Sardegna partecipava alla processione in rappresentanza del Re: il sovrano era lontano, ma la sua persona pubblica era resa presente da un suo delegato — un altro se stesso. Quando il Viceré non poteva esserci, nominava un alter ego, un rappresentante.
Caduta la monarchia spagnola, sostituita dalla sabauda e poi dalla repubblica italiana, il ruolo è passato alla municipalità di Cagliari. Oggi l'Alter Nos rappresenta il Sindaco, e attraverso di lui la città stessa davanti al Santo.
◉ IL SIGNIFICATO SIMBOLICO
L'Alter Nos è la prova vivente che il Voto del 1652 tiene ancora: la città manda il suo rappresentante accanto al simulacro, a piedi e a cavallo per i 100 km del pellegrinaggio, come si fa con un alleato di sangue. Un gesto che da 370 anni non si è mai interrotto — nemmeno negli anni più bui della Seconda Guerra Mondiale o della pandemia COVID.
L'Abbigliamento Cerimoniale
◉ IL FRAC
Frac e Cilindro
Frac nero ottocentesco confezionato su misura dall'Alter Nos designato, cilindro nero rigido. Una delle immagini più riconoscibili del corteo. Nel caso di Alter Nos donne (Raffaella Lostia, 2019) fu creata per la prima volta una versione femminile dell'abito cerimoniale.
◉ LA FASCIA
Fascia Tricolore
Indossata obliqua dalla spalla destra al fianco sinistro. Simbolo visivo della rappresentanza comunale e repubblicana. È l'unico elemento di abbigliamento che "parla" esplicitamente la lingua dello Stato civile.
◉ IL TOSON D'ORO
Il Collare del Toson d'Oro — Dono di Carlo II (1679)
La mattina del 1° maggio, prima di salire a cavallo, l'Alter Nos riceve al collo il collare barocco del Toson d'Oro — un medaglione in oro massiccio concesso dal Re Carlo II di Spagna nel 1679 nel suo titolo di Re di Sardegna e d'Aragona, quando venne istituito ufficialmente il ruolo come delegazione del Viceré.
La concessione non fu un atto di cortesia: era il premio di una lunga disputa tra Cagliari e Sassari. Entrambe le città aspiravano all'onore; Carlo II la diede a Cagliari ritenendola più fedele e solidale con la monarchia spagnola del periodo. Il Toson d'Oro è quindi un oggetto politico prima ancora che cerimoniale — memoria di una scelta reale del Seicento.
Con la fine della dominazione spagnola e l'arrivo dei Savoia sull'isola (1720), il collare subì una modifica iconografica nel Settecento: le effigi originali incise sui due lati del medaglione furono sostituite con i simboli di Cagliari — le Torri e la Croce Sabauda — per allineare il gioiello alla nuova sovranità. L'oggetto fisico è sopravvissuto alle transizioni dinastiche, ma il suo significato si è stratificato.
Ancora oggi il collare viene indossato solo per queste poche ore dell'anno. Il Sindaco lo pone al collo dell'Alter Nos durante l'investitura in Comune all'alba del 1° maggio, e gli viene tolto al rientro del 4 maggio — completando un ciclo rituale che dura 347 anni.
◉ NOTA STORIOGRAFICA · IL VERO TOSON D'ORO
A rigore di storia, il vero Ordine del Toson d'Oro non è questo: è l'ordine cavalleresco istituito da Filippo il Buono, duca di Borgogna, nel 1430, oggi conferito ancora oggi dalla casa reale di Spagna e dalla casa d'Asburgo. Il collare di Cagliari è un'onorificenza diversa — concessa secoli dopo, da un altro sovrano, con un altro significato. Come e perché abbia preso il nome del prestigiosissimo collare borgognone, lo storico cagliaritano Antonello Angioni lo definisce «una di quelle favole dell'Ottocento, quando circolavano tanti falsi e falsari».
La sovrapposizione lessicale è ormai istituzionale: il Comune di Cagliari, la stampa, gli ordinamenti cerimoniali parlano tutti di «Toson d'Oro». Il nome è entrato nel vocabolario della Festa e non si toglie più — ma vale la pena ricordare che dietro il nome c'è una storia diversa.
◉ ANTONELLO ANGIONI, STORICO COSTITUZIONALISTA
La Cerimonia di Investitura
L'Alter Nos viene designato dal Sindaco con diverse settimane di anticipo — spesso tra febbraio e marzo, nello stesso periodo in cui l'Arciconfraternita elegge il Terzo Guardiano. Nel lasso di tempo tra nomina e festa, il designato:
◉Inizia lezioni di equitazione (se non ha già esperienza). L'Alter Nos deve cavalcare un cavallo per quattro giorni su percorsi urbani e di campagna — non è banale.
◉Si fa confezionare il frac su misura da una sartoria cagliaritana.
◉Partecipa agli eventi dell'Arciconfraternita per farsi conoscere e accolto dai membri che lo scorteranno.
◉ L'ALBA DEL 1° MAGGIO
Il Cerimoniale del Giorno Festa
I Mazzieri comunali si radunano all'alba sotto l'abitazione dell'Alter Nos e lo scortano al Comune.
In Comune, il Sindaco procede all'investitura ufficiale e gli mette al collo il Toson d'Oro.
L'Alter Nos raggiunge la Chiesa di Sant'Efisio a Stampace e assiste alla "Messa dell'Alter Nos", celebrata in latino.
Durante la messa, prima dell'Offertorio, viene solennemente consacrato nel suo ruolo cerimoniale.
Dopo la messa, sale a cavallo e prende posizione a fianco del cocchio, per guidare la processione lungo Via Roma e verso Stampace.
◉ LA FORMULA DELL'INVESTITURA · PALAZZO BACAREDDA, 1° MAGGIO 2026
«Io Massimo Zedda, Sindaco del Comune di Cagliari, per volontà popolare, nomino te Giovanni Porrà Alter Nos per rappresentarmi in tutte le manifestazioni che questa municipalità organizza in onore di Sant'Efisio Martire.»
MASSIMO ZEDDA · INVESTITURA ALTER NOS 2026 · PALAZZO BACAREDDA
L'Alter Nos accompagnerà il Santo per l'intera processione (1°-4 maggio). A Pula, nel punto più a sud del pellegrinaggio, trasferisce ritualmente la responsabilità cerimoniale al Sindaco di Pula, che lo scorta fino al santuario di Nora. Il 3 maggio assiste al Pontificale solenne dell'Arcivescovo a Nora, momento liturgico in cui il voto si scioglie nel luogo del martirio. Il 4 maggio, al rientro a Stampace entro la mezzanotte, deve essere presente alla certificazione formale — il Presidente dell'Arciconfraternita comunica all'Arcivescovo e all'Alter Nos che il voto è stato sciolto, sancendo la chiusura dell'edizione e il rinnovo del patto per l'anno successivo (vedi la distinzione fra scioglimento e certificazione).
◉ GIOVANNI PORRÀ · 2 MAGGIO 2026, USCITA DA VILLA SAN PIETRO
«Il giorno dopo c'è la felicità, la consapevolezza di aver fatto un percorso insieme a tanti cagliaritani. Questa camminata, questo percorso insieme è anche un simbolo di unione e di condivisione.»
GIOVANNI PORRÀ · ALTER NOS 2026, IN CAMMINO TRA VILLA SAN PIETRO E PULA
La frase è stata pronunciata mentre Porrà camminava fianco a fianco con i sindaci di Sarroch, Capoterra e Villa San Pietro all'uscita del paese, immagine inedita di un corteo che intreccia rappresentanza civile e cammino devozionale. Quattro figure pubbliche di quattro comuni diversi, con un solo passo.
Le Coccarde — Tre Cromie per Tre Ruoli
Nel salone dell'Arciconfraternita, prima della partenza, si svolge un rito interno poco noto al pubblico: la cerimonia delle coccarde. Le coccarde sono nastri annodati che vengono appuntati sul petto, sigillati con cera e firmati con il nome del Terzo Guardiano e la data della festa. Servono a identificare chi appartiene a quale ordine durante il corteo, ma raccontano anche la geografia simbolica del patto.
◉ ALTER NOS · GUARDIANIA
Blu e Rosso
I colori della Città di Cagliari. La coccarda dell'Alter Nos e dei guardiani richiama lo stemma cittadino: la dimensione civile del patto.
◉ CONSORELLE
Celeste e Bianco
I colori della Madonna. Le consorelle indossano la coccarda mariana — l'Arciconfraternita è infatti dedicata «alla Madonna del Riscatto sotto l'invocazione di Sant'Efisio»: la dedica originaria è alla Vergine.
◉ CONFRATELLI
Giallo e Rosso
I colori del quartiere di Stampace. I confratelli portano la coccarda del rione che ha custodito la festa per quasi quattro secoli.
Le coccarde vengono apposte una a una in chiesa, in un rituale a porte chiuse. Anche un dettaglio cromatico, in questa festa, è una dichiarazione di appartenenza.
Gli Alter Nos Recenti
Una selezione degli Alter Nos delle ultime edizioni (dal 2019, primo anno in cui il ruolo è stato affidato a una donna). L'elenco storico completo dal 1656 a oggi richiede una ricerca d'archivio che è fuori dalla portata del web aperto.
◉ 370ª EDIZIONE
2026
Giovanni Porrà
Consigliere comunale · Presidente Commissione Bilancio
Sindaco in carica: Massimo Zedda
34 anni al momento della nomina, tra i più giovani nella storia della festa. Nomina annunciata il 17 marzo 2026 nel Consiglio Comunale. In consiglio dal 2024, lavora nel settore privato come commercial manager. La sua è una linea familiare di tre generazioni in Consiglio Comunale: il nonno Giovanni assessore dal 1970 al 1980, il padre Roberto consigliere e poi nel CTM e nella SFIRS. Studi ai Salesiani Don Bosco di Cagliari dall'asilo alle superiori, in linea con la scelta del padre e del nonno. Cavalca Yebe, cavalla dell'Esercito addestrata al Centro Ippico Militare di Cagliari (la stessa che aveva portato Marzia Cilloccu nel 2025): l'incontro è avvenuto 45 giorni prima della festa. Il primo Sant'Efisio se lo ricorda a quattro o cinque anni, all'incrocio fra via Maddalena e piazza del Carmine, in braccio al padre.
«È stata una vera sorpresa, ho subito avvertito grande responsabilità. Sant'Efisio è una passione di famiglia: ho già percorso a piedi le tappe del pellegrinaggio. Adesso il senso di comunità è la cosa che più sento attorno a questa figura.»
— Cagliaripad — speciale 370ª Festa di Sant'Efisio (2026)
◉ 369ª EDIZIONE
2025
Marzia Cilloccu
Sindaco in carica: Massimo Zedda
Terza donna nella storia della festa a ricoprire il ruolo (in 369 anni). Suo nonno Marino Cao era stato Alter Nos del 1943, quando lo scioglimento del voto fu portato a termine tra le macerie dei bombardamenti. Per Marzia è stato disegnato un abito femminile dell'Alter Nos firmato dalla costumista Franca Rosa Conto e realizzato dalle sartorie del Teatro Lirico di Cagliari, sotto la sovrintendenza di Andrea Cigni: secondo abito femminile del ruolo dopo quello di Raffaella Lostia, che è stato messo da parte come futuro pezzo per il museo dell'Arciconfraternita in lavorazione.
«Essere nominata Alter Nos è stato qualcosa di miracoloso. Ho sposato l'amore per il Santo. Per me è una missione che contamina valori come l'amore, l'appartenenza e il senso della comunità.»
— Cagliaripad — speciale 370ª Festa di Sant'Efisio (2026)
◉ 368ª EDIZIONE
2024
Giovanni Ena
Sindaco in carica: Paolo Truzzu
«È stato chiaramente un grande onore: vestire i panni dell'Alter Nos significa rappresentare un'intera comunità con tutte le sue sofferenze, dietro un uomo che ha dato la vita per Gesù Cristo. È un'attività di servizio per l'intera collettività.»
— Cagliaripad — speciale 370ª Festa di Sant'Efisio (2026)
◉ 367ª EDIZIONE
2023
Roberto Mura
Sindaco in carica: Paolo Truzzu
«Fare l'Alter Nos è un dono incalcolabile: rappresenti la città che chiede a Sant'Efisio di tenerla sempre con sé. È un'occasione bellissima per vedere la fede semplice e profonda del popolo: ogni comunità accoglie il Santo come si aspetta un amico prediletto.»
— Cagliaripad — speciale 370ª Festa di Sant'Efisio (2026)
◉ 366ª EDIZIONE
2022
Viviana Lantini
Sindaco in carica: Paolo Truzzu
Seconda donna nella storia della festa. Prima edizione piena dopo le restrizioni COVID del 2020-2021.
◉ 364ª EDIZIONE
2020
Raffaele Onnis
Sindaco in carica: Paolo Truzzu
Edizione ridotta per la pandemia COVID-19: niente processione pubblica, il simulacro raggiunse Nora su un furgone il 3 maggio per la celebrazione a porte chiuse.
◉ 363ª EDIZIONE
2019
Raffaella Lostia
Funzionaria del Comune di Cagliari
Sindaco in carica: Massimo Zedda
Prima donna nella storia della festa a ricoprire il ruolo. Per l'occasione fu realizzata per la prima volta la versione femminile dell'abito cerimoniale.
📮 Contribuisci all'elenco
Conosci nomi di Alter Nos di edizioni precedenti al 2019? Hai accesso a documenti, fotografie, ricordi di famiglia? Scrivi a info@santefisiomartire.it — la lista storica ha bisogno di essere ricostruita con il contributo della comunità.
Il Terzo Guardiano — L'Altra Faccia del Patto
Se l'Alter Nos incarna la dimensione civile del patto (Comune), il Terzo Guardiano è la sua controparte religiosa — il responsabile operativo dell'Arciconfraternita del Gonfalone e di Sant'Efisio Martire. Le due figure vengono designate nello stesso periodo dell'anno e collaborano a stretto giro per le settimane precedenti alla festa.
◉ ELEZIONE
Eletto dall'Arciconfraternita
Il Terzo Guardiano è eletto annualmente dai membri dell'Arciconfraternita. Il mandato dura un anno, rinnovabile in casi eccezionali. Tradizionalmente è una figura di profonda devozione e conoscenza dettagliata delle consuetudini della festa.
◉ RESPONSABILITÀ
Pianifica Ogni Dettaglio
Logistica della processione, riti preparatori (sistemazione del Cocchio, vestizione del simulacro, ornamento con gli ori votivi), coordinamento dei reparti, rapporti con il clero e con il Comune. È il direttore operativo della festa.
◉ 370ª EDIZIONE · 2026
Terzo Guardiano
Gianluigi Puddu
Designato dall'Arciconfraternita del Gonfalone nel marzo 2026 nella chiesa di Stampace. Lavorerà in tandem con l'Alter Nos Giovanni Porrà nella pianificazione logistica e cerimoniale della processione e dei riti collegati.
«Figlio d'arte»: cresciuto dentro la tradizione efisiana fra l'impegno del padre — già Terzo Guardiano in passato — e la partecipazione della madre all'Arciconfraternita. Ha ricevuto ufficialmente la bandiera il 26 aprile 2026, passaggio simbolico che apre il suo incarico operativo.
◉ NOVITÀ 2026 · IL VESSILLO DI ENRICO PANI
Per la 370ª edizione l'Arciconfraternita ha commissionato un nuovo vessillo all'artista Enrico Pani, che sostituisce quello storico del 1956. Il vessillo è stato consegnato al Terzo Guardiano insieme alla bandiera durante il rito del 26 aprile.
◉ IL GESTO RITUALE DEL 30 APRILE
Durante l'apposizione degli ori al simulacro, la mattina del 30 aprile, il Terzo Guardiano appone personalmente il medaglione n. 159 dell'inventario — gesto rituale che, dal sagrato della chiesa di Stampace, ne ufficializza la guida sulla festa. È uno dei due soli atti di apposizione prestabiliti: l'altro è la palma d'oro, che spetta all'Alter Nos.
I Confratelli Collaterali — Le Guardie del Corpo del Santo
Accanto al Terzo Guardiano lavorano i confratelli collaterali: figure operative di assoluta fiducia, scelte fra i confratelli con maggiore esperienza, che camminano fianco a fianco col simulacro per tutto il pellegrinaggio. Sono i custodi materiali della statua, ma anche il filtro umano fra il Santo e la pressione devozionale dei fedeli.
◉ COSA FANNO
◉Aprono e chiudono le antine del cocchio quando il simulacro si ferma in cappella o accoglie i devoti.
◉Raccolgono fiori, biglietti, ex-voto, monili e li dispongono ai piedi del Santo.
◉Vigilano sulla statua durante le tappe e nelle soste notturne.
◉Contengono — quando serve — l'ondata della devozione popolare: il bacio, il tocco, la lacrima.
◉ NOVITÀ 2026
Quattro come un tempo
Il Raddoppio dei Collaterali
Negli anni recenti i collaterali erano due. Per la 370ª edizione si è tornati a quattro, recuperando un uso antico: la novità è stata necessaria perché il simulacro, in assenza dei buoi a causa dell'emergenza dermatite, è stato portato a spalla su una portantina dalla chiesa di Stampace fino all'uscita di città. Quattro guardie del corpo per quattro ore di trasporto a braccia: nessuna improvvisazione.
Tra i collaterali 2026 ci sono Tino (in carica dal 1984, quarta generazione di confratelli nella sua famiglia: «C'erano i miei genitori, i miei nonni, adesso ci sono i miei figli»), Agostino Murtas e Omar Marras.
«Sono tanto concentrato perché la devozione popolare è palpabile, e talvolta è necessario per noi in qualche modo provare a contenerla.»
— Un confratello collaterale, edizione 2026
Curiosità e Dettagli
◉ 1943 — IL VOTO TIENE TRA LE MACERIE
◉ LE PRIME TRE DONNE
In 369 anni di festa solo tre donne hanno ricoperto il ruolo: Raffaella Lostia (2019), prima in assoluto; Viviana Lantini (2022), seconda; Marzia Cilloccu (2025), terza. Per ciascuna, la sartoria comunale ha reinterpretato il frac in versione femminile.
◉ DUE ANNI DI DEROGHE
Durante il 2020 e 2021, per le restrizioni sanitarie, la processione fu sospesa nella forma tradizionale. L'Alter Nos fu comunque investito e il simulacro raggiunse Nora su un furgone, in un percorso accelerato senza tappe intermedie. Il Voto non si è mai interrotto.
◉ GUERRA E PROCESSIONE
Nel 1943, durante i bombardamenti alleati che rasero al suolo parte di Cagliari, il simulacro fu portato in processione tra le macerie. L'Alter Nos di quell'anno continuò il suo ruolo cerimoniale mentre la città bruciava.
◉ LEZIONI DI EQUITAZIONE
Non tutti i designati sanno cavalcare. Chi non ha esperienza deve seguire lezioni intensive nei due mesi prima della festa per essere in sella al cavallo — un esemplare bianco, solitamente imparentato coi cavalli dei Miliziani — per tutti i giorni di processione.
I contenuti agiografici, iconografici e storici di questa pagina sono tratti da fonti accademiche peer-reviewed. Riferimenti essenziali:
◉A. Virdis, Sant'Efisio: il culto, la leggenda e le immagini nel Medioevo, fra la Sardegna e Pisa, in «L'agiografia sarda antica e medievale» (a cura di A. Piras, D. Artizzu), PFTS University Press, Cagliari 2016, pp. 453-476.
◉G. Fois, Passio Ephysii (BHL 2567), in «Passiones martyrum Sardiniae», Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis 279, Turnhout (in uscita).
◉P.G. Spanu, Martyria Sardiniae. I santuari dei martiri sardi, Oristano 2000.
◉R. Coroneo (a cura di), Chiese antiche e moderne lungo la via di Sant'Efisio, Edizioni AV, Cagliari 2011 — saggi di E. Pinna (devozione e itinerario) e N. Usai (schede storico-artistiche di 16 chiese del percorso).
◉N. Bazzano, Efisio Martire. Il culto di un santo nella Sardegna spagnola, in «Chronica Nova», vol. 43, Universidad de Granada 2017, pp. 85-108 — peer-reviewed; lettura della genesi barocca del culto come risposta alla peste del 1652, con comparazione fra Cagliari e Palermo (santa Rosalia).
◉H. Delehaye, Les légendes grecques des saints militaires, Paris 1909.
◉M. Dadea, La sagra di Sant'Efisio, grafica di M. Frau, Capoterra 2008 — saggio storico-antropologico illustrato sul cerimoniale processionale e sulle famiglie storiche legate al cocchio (Lecca, Bolla, Ballero).
◉ICCD, Scheda di catalogo OA n. 00071459 — Statua di Sant'Efisio di Giuseppe Antonio Lonis (1764), Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBACT (recepisce A. Virdis 2013 sui documenti di pagamento; restauro 1997 G. Malorgio).
◉S. Weppelmann, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze 2011.
◉Cod. Vat. Lat. 6453, cc. 201-208 (XII sec.), Biblioteca Apostolica Vaticana — edito in «Analecta Bollandiana» III (1884), pp. 362-377.
Fonti contemporanee e divulgative:
◉Cagliaripad (a cura di G. Dessì), Speciale 370ª Festa di Sant'Efisio, Cagliari 2026, 20 pp. — fonte primaria per le citazioni dell'Alter Nos 2026 Giovanni Porrà e dei suoi predecessori (Mura, Ena, Cilloccu) e per la storia del voto di Giorgino. Sfogliabile online.