Arciconfraternita
Il primo plotone porta la bandiera dei Quattro Mori, vessillo dell'Arciconfraternita del Gonfalone di Sant'Efisio — l'organo che custodisce il rito da quasi cinque secoli. Apre il corteo dei plotoni e ne sancisce l'unità.
GIUBBE ROSSE ◉ ARCHIBUGI ◉ TRE REPARTI STORICI
Il corpo equestre che scorta Sant'Efisio per quattro giorni: tre reparti storici, 4 plotoni dai quartieri di Cagliari, una formazione che si muove compatta dal Seicento.
◉ ORDINE TRADIZIONALE
L'ordine di sfilata dei cavalieri è codificato. Si muovono in formazione, ognuno con funzione e iconografia distinti.
Aprono i reparti equestri. Associazione della pianura campidanese, cavalcano cavalli adornati con coccarde colorate. Rappresentano il territorio agricolo immediatamente circostante a Cagliari — Assemini, Elmas, Monserrato, Quartu, Sestu, Selargius, Quartucciu.
Il reparto più riconoscibile: giubbe rosse ottocentesche, archibugi, sciabole. Ogni plotone rappresenta uno dei quattro quartieri storici di Cagliari (vedi sotto). Fanno esercizio militare, sparano salve di fucile a salve nei punti chiave del percorso.
Chiude i reparti equestri, subito prima del cocchio. Cavalieri in frac nero, cilindro e fascia azzurra. Prima fila occupata dal Terzo Guardiano, che porta il Gonfalone seicentesco dell'Arciconfraternita. È la scorta diretta del simulacro.
◉ GUARDIA DEL CORPO STORICA
Non semplici figuranti: i Miliziani sono l'erede della guardia di scorta storica che dal Seicento garantiva la protezione armata al santo durante il pellegrinaggio verso Nora — quando le campagne sarde erano ancora percorse da briganti e il viaggio tra Cagliari e Pula richiedeva scorta militare effettiva.
Ogni plotone di Miliziani è composto da 14 cavalieri e porta uno stendardo. Tre dei quattro plotoni rappresentano altrettanti quartieri storici di Cagliari attraverso l'effige del santo patrono della parrocchia di riferimento; il quarto plotone porta la bandiera dell'Arciconfraternita, ossia il vessillo dei Quattro Mori. Il sistema riproduce in forma cerimoniale la struttura dell'antica milizia urbana cagliaritana, quando ogni quartiere manteneva la propria compagnia armata.
Perché manca Castello? Quando la festa fu istituita nel Seicento, il quartiere alto era occupato dai dominatori spagnoli e di fatto precluso ai cagliaritani — la milizia urbana era composta esclusivamente da elementi locali (popolani e artigiani dei quartieri bassi), e Castello, sede del Viceré e dei militari iberici, non poteva perciò riguardare le milizie cittadine.
Il primo plotone porta la bandiera dei Quattro Mori, vessillo dell'Arciconfraternita del Gonfalone di Sant'Efisio — l'organo che custodisce il rito da quasi cinque secoli. Apre il corteo dei plotoni e ne sancisce l'unità.
Il quartiere che ospita la Chiesa di Sant'Efisio. È da qui che parte la processione: il plotone porta lo stendardo di Sant'Anna, patrona della parrocchia di quartiere, e apre letteralmente la strada.
Il quartiere portuale (anticamente Lapola), storicamente mercantile, crocevia mediterraneo. Il plotone porta lo stendardo di Sant'Eulalia, patrona della parrocchia. Riflette l'anima marittima di Cagliari, la stessa che il 1° maggio risponde al cocchio con le sirene delle navi.
Il quartiere a est, nato fuori dalle mura medievali. Il plotone porta lo stendardo di San Giacomo, patrono della parrocchia di Villanova, e conserva l'identità artigianale e commerciale del rione.
◉ DAL 1836 · CACCIATORI MILIZIANI
Le milizie a cavallo hanno assunto la denominazione di «Cacciatori Miliziani» a partire dal 1836, anno in cui la riforma dei corpi urbani li distinse formalmente dai miliziani a piedi. Da allora la struttura dei quattro plotoni è arrivata fino a noi pressoché immutata.
◉ EDIZIONE 370ª · I COMANDANTI 2026
◉ STORIE DI FAMIGLIA
L'Associazione Miliziani di Sant'Efisio di Stampace è stata fondata e custodita per decenni da Salvatore Viola, soprannominato «Toreddu». Capo del plotone in giubba rossa per 57 anni, era diventato il volto stesso della scorta del cocchio. È scomparso nel 2014.
Il figlio Marco Viola oggi è comandante del primo plotone. Cinquantadue anni, viene a Sant'Efisio dal padre da quando è bambino: sono quarantotto anni dal suo primo cammino con la giubba rossa, ricorda lui stesso in diretta. L'eredità famigliare include il padre di Toreddu e prima ancora il nonno: una linea diretta di scorta al Santo che attraversa l'intero Novecento.
«Tutti gli anni è un'emozione nuova: non è sempre la stessa, ogni anno cambia. Sant'Efisio ci fa questa emozione.»
— MARCO VIOLA, VIDEOLINA 1° MAGGIO 2026 — PARTE 1
◉ FORZA EFFETTIVA 2026
Per la 370ª edizione il corpo dei Miliziani conta circa 54 effettivi in raduno (su quattro plotoni). Sei di loro formano il distaccamento del mattino: scortano l'Alter Nos da casa al Comune all'alba, poi fino alla chiesa di Stampace per la messa. Il resto si raduna direttamente nei pressi del cocchio, pronto a sparare le salve cerimoniali nei punti chiave del percorso.
◉ L'UNIFORME OTTOCENTESCA
L'uniforme dei Miliziani discende dagli abiti militari ottocenteschi dei corpi urbani pre-unitari. Giubba rossa scarlatta chiusa sul petto, pantaloni chiari, stivaloni, cappello da gendarme. Spada o sciabola al fianco sinistro, archibugio in spalla.
Nei punti chiave del percorso — l'uscita dalla chiesa di Stampace, la sosta in Via Roma davanti al Palazzo Civico, il rientro del 4 maggio — i Miliziani sparano salve di fucile a salve. I colpi si sentono da lontano e scandiscono i momenti rituali.
◉ RITO DI INVESTITURA · POCHI GIORNI PRIMA DELLA FESTA
Pochi giorni prima della partenza della processione, nella chiesa di Sant'Efisio a Stampace, si svolge la consegna ufficiale degli stendardi ai quattro plotoni di Miliziani — Arciconfraternita (Quattro Mori), Stampace (Sant'Anna), Marina (Sant'Eulalia), Villanova (San Giacomo). È il momento in cui ciascun plotone riceve il vessillo che porterà in processione fino a Nora.
Il rito si svolge generalmente in continuità con la sistemazione del cocchio nella navata, e precede la consegna della bandiera al Terzo Guardiano. Per la 370ª edizione si è tenuto la mattina del 25 aprile 2026.
◉ SCORTA DIRETTA DEL COCCHIO
La Guardiania è la scorta a cavallo dell'Arciconfraternita del Gonfalone — la confraternita laicale che dal 1564 custodisce il culto di Sant'Efisio. A differenza dei Miliziani (il cui riferimento è civile e militare), la Guardiania ha natura religiosa: sono membri dell'Arciconfraternita che cavalcano accanto al cocchio.
L'uniforme è solenne e borghese: frac nero, cilindro, fascia azzurra obliqua dalla spalla al fianco. L'azzurro non è casuale — è il colore mariano dell'Arciconfraternita del Gonfalone della Madonna del Riscatto, dedicata prima alla Vergine e poi al martire romano.
◉ IN PRIMA FILA
Apre la Guardiania il Terzo Guardiano, responsabile operativo dell'Arciconfraternita durante i giorni della festa. Porta il Gonfalone seicentesco dell'Arciconfraternita del Gonfalone. Per il 2026 il ruolo è ricoperto da Gianluigi Puddu — «figlio d'arte», con padre già Terzo Guardiano e madre membro dell'Arciconfraternita. È la controparte religiosa dell'Alter Nos: le due figure sono designate nello stesso periodo e collaborano strettamente nelle settimane precedenti la processione.
Novità 2026: per la 370ª edizione l'Arciconfraternita ha commissionato un nuovo vessillo all'artista Enrico Pani, che sostituisce quello storico del 1956. Consegnato al Terzo Guardiano il 26 aprile insieme alla bandiera.
◉ IL PATTO CIVILE-RELIGIOSO
Se l'Alter Nos con fascia tricolore è la presenza del Comune accanto al santo (dimensione civile), il Terzo Guardiano con la fascia azzurra della Guardiania è la presenza dell'Arciconfraternita (dimensione religiosa). Insieme cavalcano, insieme accompagnano il cocchio: la festa è la messa in scena visibile di un patto antico che tiene due poteri distinti uniti attorno al simulacro.
L'ALTER NOS →◉ DOCUMENTI E DATAZIONI
◉ 13 APRILE 1788
Il 9 aprile 1788 i consiglieri della città di Cagliari scrivono al vicerè per chiedere di alleggerire l'«antichissima usanza» di far partecipare al pellegrinaggio la cavalleria miliziana di molte ville del Campidano. I cavalieri sono stanchi e oberati di spese.
Il vicerè concede la turnazione, ma mantiene l'obbligo per le ville attraversate: Sarroch, Capoterra, Pula, Teulada. È il primo documento che registra una crisi di partecipazione al rito — e la prima riforma per salvarla.
◉ 1886 · CAVALIERI DEL CAMPIDANO
Il reparto dei Cavalieri del Campidano nella forma attuale entra nella processione dal 1886: non era parte del nucleo originario del voto del Seicento.
L'allargamento al territorio campidanese è una scelta dell'Italia post-unitaria, che riassorbe nel rito civico le antiche compagnie miliziane delle ville del contado e ne fa un corpo di rappresentanza dei paesi del Campidano.
◉ 1792 · DISPOSITIVO FRANCESE
Quando nel 1792 il governo rivoluzionario francese predispone il piano d'invasione della Sardegna, fra i vantaggi attesi figura — testualmente —
«impadronirsi dei suoi cavalli, visto che la Sardegna fornisce i cavalli a tutte le armi d'Italia.»
È il segno di quanto la qualità della cavalleria sarda fosse riconosciuta in Europa già a fine Settecento. La sconfitta francese del febbraio 1793 sarà letta come miracolo di Sant'Efisio anche grazie a questi cavalli.
◉ FONTI: MARIO CORDA, OPERA D'ARCHIVIO SULL'ARCICONFRATERNITA E SULLE MILIZIE
◉ DATI 370ª EDIZIONE 2026
172
A cavallo (totale)
4
Plotoni Miliziani
14
Cavalieri per plotone
35+
Associazioni equestri
172 figuranti a cavallo nella 370ª edizione 2026, distribuiti tra Cavalieri del Campidano, 4 plotoni di Miliziani (14 × 4 = 56), Guardiania dell'Arciconfraternita e altre associazioni equestri da tutta la Sardegna.
Erede cerimoniale della guardia di scorta del santo. Giubbe rosse ottocentesche, archibugi, sciabole. 4 plotoni da 14 cavalieri: Arciconfraternita (Quattro Mori), Stampace (stendardo di Sant'Anna), Marina (Sant'Eulalia), Villanova (San Giacomo). Castello fu escluso perché occupato dagli spagnoli quando la festa fu istituita. Dal 1836 detti «Cacciatori Miliziani».
La scorta a cavallo dell'Arciconfraternita del Gonfalone — frac nero, cilindro, fascia azzurra. Precede immediatamente il cocchio. In prima fila il Terzo Guardiano con il Gonfalone seicentesco.
Responsabile operativo dell'Arciconfraternita durante la festa — custode del simulacro, coordinatore dei riti. Nel 2026: Gianluigi Puddu. Controparte religiosa dell'Alter Nos.
I Miliziani sono selezionati tramite le associazioni equestri dei quartieri storici. La Guardiania richiede l'appartenenza all'Arciconfraternita del Gonfalone. Per informazioni: Arciconfraternita del Gonfalone, Chiesa di Sant'Efisio (Stampace, Cagliari) — tel 070 668632.
Le figure civili che li affiancano e il cocchio che scortano.