16 CHIESE 100 KM

◉ ARCHITETTURA SACRA ◉ DAL XII AL XX SECOLO

Le Chiese
del Percorso

16 luoghi sacri scandiscono i 100 km del pellegrinaggio: dalla partenza di Stampace al santuario del martirio a Nora.

Il pellegrinaggio di Sant'Efisio non è solo un percorso geografico: è un attraversamento di nove secoli di architettura sacra sarda, dal romanico dei monaci Vittorini di Nora (1089) al neo-eclettico di San Giovanni Battista a Pula (1899-1910). Le 16 chiese qui raccolte sono i nodi di quella rete: parrocchiali storiche, cappelle private, santuari martiriali, edifici tardoromanici e barocchi. Ognuna con il proprio ruolo nella processione.

◉ 1° MAGGIO · PARTENZA

Cagliari · Stampace

San Michele

Cagliari, via Azuni

◉ XVII-XVIII secolo (1674-1738)

Edificata accanto alla Casa del Noviziato dei Padri Gesuiti grazie a un'eredità del 1674 di Francesc'Angelo Dessì. Consacrata nel 1738 da Antonio Carcassona, vescovo di Usellus e Terralba. I Gesuiti subirono la confisca dei beni nel 1848 e rientrarono solo nel 1928.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Il 1° maggio il corteo dei gruppi folkloristici sfila davanti alla facciata su via Azuni, prima di dirigersi verso piazza Yenne.

Sant'Anna

Cagliari, Stampace

◉ XVIII secolo

Parrocchiale storica del quartiere di Stampace. La sua donazione di terreno, nel 1637, permise la costruzione della vicina chiesa di Santa Restituta.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Punto cardine del quartiere fondativo del culto efisiano.

Sant'Efisio di Stampace

Cagliari, piazza Sant'Efisio

◉ 1780 (su preesistenza documentata 1263)

Sorge su un'area già occupata da chiesa medievale, sovrastante l'ipogeo considerato dalla tradizione luogo della carcerazione del santo. La presenza è documentata da Federico Visconti, arcivescovo di Pisa, in visita a Cagliari nel 1263. Modificata nel 1538 (con l'affidamento alla neonata Confraternita di Sant'Efisio) e nel 1726 (oratorio dell'Arciconfraternita del Gonfalone, forse su progetto di Felice De Vincenti). Demolita e ricostruita nelle forme attuali nel 1780. Restauri post-1950 per i danni dei bombardamenti del 1943.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Statua di Sant'Efisio (h 125 cm, legno intagliato policromato e dorato): Giuseppe Antonio Lonis (1720-1805), lo scultore sardo più importante del Settecento. La datazione esatta è il 1764, fissata dai documenti di pagamento riemersi negli studi di Alberto Virdis (2013) e recepita nella scheda ICCD 00071459. Restauro 1997 a cura di Gianfranco Malorgio (MiBACT). Già Giovanni Spano nel 1861 la giudicava «la miglior opera» dello scultore: «non lascia di esser bella per il suo atteggiamento in aria guerresca, che manifesta il genio bizzarro e guerriero del Lonis». Marmi policromi settecenteschi.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Punto di partenza della processione del 1° maggio. La messa mattutina apre il viaggio verso Nora.

Santa Restituta

Cagliari, Stampace

◉ 1637 (ipogeo paleocristiano sottostante)

Costruita nel 1637 grazie al lascito testamentario del docente di medicina Salvatore Mostallino. Sorge sopra un ipogeo in origine cava di calcare di età fenicio-punica e romana, riutilizzato come luogo di culto. Nei bombardamenti del 1943 l'ipogeo fu usato come rifugio: numerose vittime tra la folla all'ingresso. Restauri 1959-1965.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Affresco di San Giovanni Battista nella cripta (XIII secolo). Statua del Redentore in trono in pietra policroma (XIV secolo). Stele funeraria area cartaginese (IV-V secolo d.C.) riutilizzata come immagine della santa.

Nostra Signora del Carmine

Cagliari, viale Trieste

◉ Antica chiesa fine XVI secolo · ricostruita 1949-1953

L'antica chiesa, gotico-catalana, fu occupata dai Carmelitani dalla fine del XVI secolo. Semidistrutta dai bombardamenti del 1943, fu ricostruita ex novo (1949-1953) nonostante la proposta di Raffaello Delogu di preservarla almeno parzialmente. Sopravvivono 33 riquadri della volta a cassettoni originaria (oggi alla Soprintendenza BAPSAE).

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Pala di Sant'Anna (1593) di Girolamo Imparato (artista napoletano). Pala di Sant'Alberto attribuita a Francesco Pinna, pittore algherese fine XVI – inizio XVII secolo. Mosaici dell'abside di Aligi Sassu (1912-2000).

Sant'Agostino vecchio e nuovo

Cagliari, Stampace / Marina

◉ XVI-XVIII secolo

Due chiese intitolate al medesimo santo, una nel quartiere storico, l'altra di erezione successiva. La nuova fu costruita per sostituire la vecchia danneggiata. Insieme rappresentano l'evoluzione del culto agostiniano nella città.

Sant'Efisio di Giorgino

Cagliari, località Giorgino · S.S. 195 km 2,7

◉ XVII secolo

Piccola cappella inserita nel complesso della casa padronale dei conti Ciarella, oggi della famiglia Ballero, vincolata da disposizione testamentaria del Conte ad accogliere Sant'Efisio. Aula longitudinale con cupola ottagonale, pavimento in ceramica dipinta, altare del XVIII secolo. In un locale adiacente è custodito il "cocchio di campagna", usato per trasportare il simulacro fino a Nora.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Dalla chiesa provengono i due scomparti superstiti del Retablo di Giorgino (1508), attribuito a Lorenzo Cavaro e bottega: la Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari, la Madonna in trono con Bambino e angeli nella collezione Ballero a Torino. Cavaro è il padre o fratello maggiore di Pietro Cavaro, della Scuola di Stampace.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Tappa del cambio d'abito del 1° maggio: il simulacro viene spogliato dei gioielli e vestito con abiti più semplici, e il cocchio di gala è sostituito dal cocchio di campagna. Il rito si rinnova al rientro del 4 maggio in senso inverso.

◉ 1° MAGGIO · POMERIGGIO

Capoterra

Sant'Efisio di Su Loi

Capoterra, S.S. 195 km 18

◉ Inizio XX secolo (1900-1950)

Capoterra è l'unico centro, oltre Cagliari, ad avere due chiese intitolate al protomartire Efisio (l'altra è Santa Barbara, sui monti, già dedicata a Sant'Efisio in epoca medievale). La cappella stazionale di Su Loi è semplice: aula longitudinale, portico ligneo in facciata, contrafforti esterni. Custodisce un simulacro colossale di Sant'Efisio della prima metà del Settecento, alto quasi due metri: è la statua efisiana più grande di tutta la Sardegna. Altri arredi provengono da varie chiese cagliaritane in disuso.

L'edificio nasce come deposito agricolo dell'Ottocento. Negli anni '30 del Novecento, quando l'azienda Cardile si insedia nel territorio sviluppando una grande attività imprenditoriale agricola (uliveti, agrumi: ne sopravvivono i toponimi Torre degli Ulivi, Frutti d'Oro, Su Spantu), il granaio viene riconvertito in cappella. La signora Giovanna, madre dell'amministratore Cardile e devota a Santa Teresina di Lisieux (canonizzata nel 1925), la dedica inizialmente alla santa francese; in seguito Don Battista la consacra a Sant'Efisio, in memoria del passaggio del santo verso il martirio di Nora e della grande peste del Seicento da cui Capoterra venne liberata per voto.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Sosta del simulacro nel pomeriggio del 1° maggio: ore 17:00 Santa Messa sul sagrato, poi partenza verso Villa d'Orri. Tappa simmetrica al rientro del 4 maggio.

Santa Barbara

Capoterra, monti · 5 km dal centro

◉ 1280 (epigrafe) · modifiche XVI-XVIII secolo

Edificata secondo tradizione nel luogo del martirio della santa. Lapide marmorea attesta il completamento nel 1280 sotto l'arcivescovo Gallo di Cagliari. Nel 1335 frate Paolo dei monaci Basiliani ne ottenne la concessione da Alfonso IV d'Aragona. Tra XVI e XVII secolo passò ai Conventuali di San Francesco di Stampace. Nel 1739 si compie l'inversione dell'asse liturgico. Restauri dal 1986. La chiesa tardoromanica conserva facciata originale con archetti su peducci, bacini ceramici nei conci (testimonianza della presenza islamica in Sardegna — Moriscos).

◉ 1° MAGGIO · SERA

Sarroch

Vergine del Carmelo di Villa d'Orri

Sarroch, S.S. 195 km 16,1

◉ Edificata dal 1780 circa

Cappella inglobata nella villa nobiliare dei Manca di Villahermosa, fatta edificare da Giacomo Manca di Thiesi e ampliata dal figlio Stefano. La residenza ospitò i Savoia durante l'esilio cagliaritano. Aula mononavata voltata a botte, decorata con marmi policromi. Durante la Seconda guerra mondiale l'esplosione di una polveriera tedesca causò gravi danni alla villa: il restauro postbellico fu condotto con criterio filologico, e diverse parti dell'edificio attuale sono frutto di quel cantiere. Per volere dei marchesi la cappella è rimasta luogo vivo di culto: ogni sabato sera vi si celebra messa pubblica.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Statua marmorea Madonna del Carmelo attribuita allo scultore piemontese Felice Festa (1763-1825). Statua dell'Immacolata Concezione attribuita a Pietro Tenerani (1789-1869), commissionata da don Vincenzo Manca.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Prima sosta dopo Cagliari: il simulacro è accolto nella cappella prima di proseguire verso Sarroch.

Santa Vittoria

Sarroch, piazza Repubblica

◉ Antica chiesa documentata XVIII sec. · acquasantiera XII sec.

L'antica parrocchiale a tre navate (priva di abside) ha facciata fine XVIII secolo. La nuova parrocchiale è stata edificata negli anni '70 del Novecento e custodisce parte degli argenti e statue lignee dell'antica.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Acquasantiera con tetramorfo (XII secolo): capitello marmoreo di età romana rilavorato nella prima metà del XII secolo con i quattro simboli degli Evangelisti (uomo di Matteo, leone di Marco, toro di Luca, aquila di Giovanni). Pezzo unico di arte romanica sarda. Reliquiario di Santa Vittoria (XVIII sec.) e Lignum Crucis (XIX sec.).

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Il simulacro pernotta a Sarroch. La notte il cocchio riposa presso l'antica casa Mascia per voto del primo proprietario Efisio Mascia.

San Giorgio

Sarroch, area campestre · S.S. 195

◉ XVI secolo (1500-1600)

Antica parrocchiale dell'insediamento di Barraccas de susu, uno dei due nuclei originari di Sarroch. La metà del XIX secolo l'abate Vittorio Angius la descriveva come "spelonca piena di topi". Restaurata intorno al 1980. Strutture semplici riconducibili al tardo gotico-catalano: portale d'accesso a sesto acuto, campanile a vela, oculo circolare in facciata.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Il 2 maggio mattina il simulacro lascia Sarroch attraversando la zona di Barraccas de susu, dove sorge San Giorgio.

◉ 2 MAGGIO

Villa San Pietro

San Pietro

Villa San Pietro, piazza San Pietro

◉ Fine XIII secolo (1275-1300) · tardoromanico

Chiesa tardoromanica mononavata con abside semicircolare orientata. Facciata scandita in tre specchi da lesene, campanile a vela, oculo circolare, portale architravato con arco di scarico. Conci con alloggi per bacini ceramici. Architrave nel fianco nord con croce a bracci patenti e figura umana scolpita. Interventi di scalpellatura inizio XX secolo.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Lapide con iscrizione latina di età romana custodita all'interno.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

La tappa è la più recente: istituita nel 1943 per merito di Mario Atzori, cittadino di Villa San Pietro. Oggi la famiglia Atzori e la comunità accolgono il santo nella nuova parrocchiale.

◉ 2 MAGGIO · SERA · 3 MAGGIO

Pula

San Giovanni Battista

Pula, via Chiesa

◉ Ricostruita 1899 · consacrata 1910

Parrocchiale ricostruita nel 1899 sulle fondamenta dell'edificio precedente (XV secolo per tradizione). Consacrata il 20 novembre 1910 da Mons. Balestra. Stile eclettico: elementi classicheggianti, neomedievali e liberty. Tre navate con cupole sull'asse del transetto.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Sarcofago romano (III secolo d.C.). Sarcofago della duchessa di San Pietro Agostina Deroma y Cervellon (deceduta 1759), proveniente dalla distrutta chiesa di San Francesco di Stampace. Simulacro di Sant'Efisio in teca nel secondo altare della navata sinistra.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Il 2 maggio, lasciata Villa San Pietro, il simulacro raggiunge Pula. Messa solenne nella chiesa.

San Raimondo

Pula, viale alberato verso Nora

◉ 1709 (Padri Mercedari)

Piccola chiesa eretta nel 1709 dai Padri Mercedari, oggi di proprietà della famiglia Carta-Cacciavilla. Aula longitudinale ridotta. Strutture semplici: facciata liscia con portale a sesto acuto e campanile a vela.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Tappa fondamentale del rito, a metà strada tra Pula e Nora: qui l'Arciconfraternita del Gonfalone — venuta da Cagliari — incontra i confratelli di Pula, e il parroco di Pula affida il santo all'Arciconfraternita di Sant'Efisio. Le autorità cittadine ricevono su cumbidu — l'invito tradizionale a base di moscato e dolci sardi.

◉ 2 MAGGIO · ARRIVO · 3 MAGGIO

Nora

Sant'Efisio di Nora

Pula, area archeologica di Nora

◉ XI secolo (consacrazione 1089) · su santuario martiriale altomedievale

Il luogo del martirio. Il primo santuario martiriale fu eretto nell'area cimiteriale extraurbana della città di Nora, scalo commerciale fenicio dall'VIII secolo a.C. Nel 1089 il giudice cagliaritano Costantino-Salusio II de Lacon Gunale conferma all'abbazia di San Vittore di Marsiglia la donazione del santuario: i monaci Vittorini lo ricostruiscono in forme romaniche europee. Pianta a tre navate con abside orientata a sudest, volta a botte sostenuta da sottarchi, archi doubleaux. Stele fenicio-punica reimpiegata nel fianco meridionale. Cripta semipogea sotto il presbiterio. XVIII secolo: sfondamento facciata e portico a due piani.

◉ ATTRIBUZIONI E OPERE

Crocifisso ligneo del XVII secolo.

◉ RUOLO NELLA PROCESSIONE

Cuore del pellegrinaggio. Il santo viene tolto dal cocchio e portato all'interno della chiesa, sorta sul santuario che ne ospitò le reliquie fino alla traslazione a Pisa. Dopo la messa solenne, il santo vi è ospitato per la notte. Il 3 maggio si celebrano i riti del rientro.

◉ NOTA EDITORIALE

Una sintesi del volume Coroneo 2011

Le schede di questa pagina sono una sintesi divulgativa basata sul volume R. Coroneo (a cura di), Chiese antiche e moderne lungo la via di Sant'Efisio, Edizioni AV, Cagliari 2011 (saggi storico-artistici di Nicoletta Usai). Per le descrizioni complete — comprensive di pianta, strutture architettoniche, arredi liturgici e bibliografia specifica per ciascuna chiesa — il riferimento è il volume originale.

Roberto Coroneo (1962-2012) è stato ordinario di Storia dell'Arte Medievale all'Università di Cagliari e uno dei massimi specialisti italiani di arte sarda medievale.

Fonti e Bibliografia

I contenuti agiografici, iconografici e storici di questa pagina sono tratti da fonti accademiche peer-reviewed. Riferimenti essenziali:

  • A. Virdis, Sant'Efisio: il culto, la leggenda e le immagini nel Medioevo, fra la Sardegna e Pisa, in «L'agiografia sarda antica e medievale» (a cura di A. Piras, D. Artizzu), PFTS University Press, Cagliari 2016, pp. 453-476.
  • G. Fois, Passio Ephysii (BHL 2567), in «Passiones martyrum Sardiniae», Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis 279, Turnhout (in uscita).
  • P.G. Spanu, Martyria Sardiniae. I santuari dei martiri sardi, Oristano 2000.
  • R. Coroneo (a cura di), Chiese antiche e moderne lungo la via di Sant'Efisio, Edizioni AV, Cagliari 2011 — saggi di E. Pinna (devozione e itinerario) e N. Usai (schede storico-artistiche di 16 chiese del percorso).
  • N. Bazzano, Efisio Martire. Il culto di un santo nella Sardegna spagnola, in «Chronica Nova», vol. 43, Universidad de Granada 2017, pp. 85-108 — peer-reviewed; lettura della genesi barocca del culto come risposta alla peste del 1652, con comparazione fra Cagliari e Palermo (santa Rosalia).
  • H. Delehaye, Les légendes grecques des saints militaires, Paris 1909.
  • M. Dadea, La sagra di Sant'Efisio, grafica di M. Frau, Capoterra 2008 — saggio storico-antropologico illustrato sul cerimoniale processionale e sulle famiglie storiche legate al cocchio (Lecca, Bolla, Ballero).
  • ICCD, Scheda di catalogo OA n. 00071459 — Statua di Sant'Efisio di Giuseppe Antonio Lonis (1764), Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, MiBACT (recepisce A. Virdis 2013 sui documenti di pagamento; restauro 1997 G. Malorgio).
  • S. Weppelmann, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze 2011.
  • Cod. Vat. Lat. 6453, cc. 201-208 (XII sec.), Biblioteca Apostolica Vaticana — edito in «Analecta Bollandiana» III (1884), pp. 362-377.

Fonti contemporanee e divulgative:

  • Cagliaripad (a cura di G. Dessì), Speciale 370ª Festa di Sant'Efisio, Cagliari 2026, 20 pp. — fonte primaria per le citazioni dell'Alter Nos 2026 Giovanni Porrà e dei suoi predecessori (Mura, Ena, Cilloccu) e per la storia del voto di Giorgino. Sfogliabile online.

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◉ GEOGRAFIA

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100 km in 4 giorni con tappe geolocalizzate

◉ APPROFONDIMENTO

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Il punto di partenza, in dettaglio